…quel filo di pensieri a cui non riesci ad aggrapparti, che forse vorrebbe dirti qualcosa ma che sta lì sospeso da quale parte della tua testa; e nel suo starsene lì nascosto ti fa sentire ancora più ottuso di quanto non ti succeda di solito.
…la frustrazione perché non riesci ad afferrarla questa vita che sembra scorrere lenta e veloce nel succedersi delle ore e dei giorni; lei si muove ad un ritmo tutto suo e tu resti lì al palo mentre tenti di intenderne il tempo, quando poi ti pare di averlo capito e cominci a battere timido il piede allora ti assale la vergogna di danzare in pubblico con lei, così per non rischiare di sbagliare, finisci per stare fermo al tuo posto.
…la voce della tua coscienza che ti rimprovera di vivere troppo alla giornata e di non chiederti seriamente dove stai andando e cosa vuoi, in chi credi davvero e quali sono le tue priorità.
…la voglia di lasciarti indietro tutte le domande; vorresti trattare in malo modo la tua sete di capire e capirti e dirle di andare via: non ti importa di avere nessuna risposta, c’è tanta gente che vive e va e tu vorresti poter fare allo stesso modo, solo che non ti riesce e questo ti fa arrabbiare ancora di più; alla fine raccogli sconsolo i cocci che hai rotto durante l’ennesimo litigio con te stesso e ti dici che non hai scelta se non quella di andare avanti.
…la tua capacità di spingere sui pedali, uno dopo l’altro, perché sai bene di non essere il tipo di persona che vince alla volata finale ma che sa costruire con perseveranza la propria salita, nonostante questo gli costi sudore e fatica; beh, se lo sai allora non mollare ma continua a salire.
…tutto te stesso, perché a tenerti nascosto come una moneta sotto il materasso non ti daranno gli interessi.




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